L'era della sovrabbondanza
A cui questa newsletter darà il suo imperdibile contributo
Vicino al mio ufficio c’è un negozio Subdued che potrebbe essere tranquillamente un museo e invece credo sia ancora a tutti gli effetti operante.
Chiunque sia stato adolescente a Roma negli anni in cui lo sono stata io, quelli a cavallo del nuovo millennio, sa quanto Subdued fosse un’istituzione per l’abbigliamento femminile della Roma bene. La Roma più ragazzina che pariolina, nel senso che vestendoti là, rispetto ad altri negozi e altri marchi altrettanto in voga, finivi per assomigliare un pochino meno ad Angela favolosa cubista, che era l’aesthetic dominante in quegli anni - possiamo dirlo oggi? - irrimediabilmente tamarri.

Ci passo spesso davanti a quel negozio, e ogni volta finisco per domandarmi come abbia fatto a resistere tutti questi anni. Mi chiedo se le ragazzine di oggi ci acquistino ancora, nonostante l’attuale popolarissima maranza aesthetic1, e quando mi soffermo a guardare le vetrine provo uno strano senso di spaesamento…
Il pied-à-terre è una newsletter tutta per sé, una piccola abitazione dove non si dimora abitualmente, ma dove tuttavia ci si reca occasionalmente.
Un luogo per chiacchierare del mondo che ci circonda: social trend, online e offline, cultura pop, notizie più o meno bizzarre e lamentele squisitamente millennial.
Con quale frequenza non è dato saperlo, ma se vuoi scoprirlo puoi abbonarti (gratuitamente)
Pensavo di essere stanca, comprensibilmente stanca, purtroppo per la mia fisioterapista solo mentalmente e non addominalmente stanca.
Quel tipo di stanchezza da continuo incastro di [lavoro, figlia, pianificazione domestica, hobby che sempre di più assomiglia tragicamente a un lavoro (bella idea), malattie della suddetta figlia] e via dicendo, eppure ho realizzato che - paradossalmente - non sono questi fattori molto concreti a drenare le mie già provate risorse mentali, è la contemporaneità.
Le vetrine di Subdued mi appaiono come le vestigia di un passato più semplice, verso cui divento sempre più nostalgica. Più semplice non in virtù del fatto che non eravamo ancora adulti, nessun adulto in pieno possesso delle sue capacità mentali vorrebbe tornare adolescente, bensì perché abitavamo un mondo che procedeva in maniera per lo più compatta e omogenea.
Mi sento spaesata, ma sarebbe più corretto dire sopraffatta2.
Le possibilità di consumo sono infinite ed eccedono sia il budget sia il tempo che abbiamo da dedicare loro. Abbiamo inventato due termini, entrambi in inglese, per due problemi che sono frutto di quest’era della sovrabbondanza. Abbondanza di prodotto, di possibilità. Penso all’hypertourism o alla peak TV3.
La scorsa settimana ero all’evento di lancio del primo numero cartaceo di The Meraviglia Magazine (al cui interno trovate anche un mio pezzo), anzi più precisamente a uno degli eventi, quello da Frab’s a Milano, e lì Antonio Mancinelli parlando del concetto di rivista tangibile, cartacea, sottolineava che il punto non è tanto la retorica dell’odore della carta e delle gomme nell’astuccio da sniffare e via di altre metafore da libro Cuore, l’atto veramente rivoluzionario oggi è produrre qualcosa che ha l’ambizione di restare fisicamente da qualche parte, quando tutto quello che consumiamo è volatile ed effimero.
Ci avrete fatto caso anche voi, ma oggi nulla è veramente permanente, niente dura più di pochi secondi. Seguiamo, o meglio cerchiamo di seguire, un palinsesto velocissimo per tutto, persino per le polemiche e l’indignazione. Abbiamo dato un nome alla paura di essere tagliati fuori, di starci perdendo qualcosa, la cosiddetta FOMO, ma non avendo le risorse, economiche, di tempo, di energie, necessarie per dedicare attenzione a tutto, abbiamo finito per ridurre, spezzettare, assaggiare. Prendiamo un poco di tutto da questo gigantesco buffet di notizie, prodotti, consumi, viaggi, quanto basta per mantenerci al passo, senza scrollarci di dosso la sensazione di star consumando la vita sì, ma in versione bignami.
Ecco che le vetrine del negozio Subdued mi riportano a un’epoca sicuramente più scomoda, tragicamente analogica, spesso noiosa, in cui di veramente abbondante c’era l’unica cosa di reale valore. Quella per cui oggi chiunque sarebbe disposto a fare carte false pur di poterla monetizzare: la nostra attenzione.
Quel bordel cette époque
Vengo a sapere da Tiberio Timperi dell’esistenza delle figurine di Papa Francesco. Scegliete voi quale parte di questa affermazione sia la più surreale.
Noi, millennial di oggi
Avrei tante risposte a questa domanda, purtroppo nessuna delle quali mi farebbe apparire agli occhi della società come un’adulta sana.
Bizzarrie digitali
Come ogni estate, torno a riproporvi l’account del cane che viaggia più di noi.
Varie ed eventuali (come alla riunione di condominio)
Dove si compra? Lo reputo oltremodo necessario.
Saggezza POP
Comunicazioni di servizio
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Alla prossima!
G.
La maranza aesthetic fa sì che gli adolescenti di oggi siano tutti vestiti in abiti per lo più felpati e per lo più bianchi e neri facendo sembrare noi in total look Subdued delle raffinatissime fashion victim.
Il termine inglese overwhelmed secondo me rende ancora meglio l’idea del suo equivalente italiano.
L’hypertourism, ormai lo abbiamo capito, è quando andiamo tutti nello stesso posto trasformandolo in un carnaio invivibile eppure nessuno di noi sarebbe disposto a tirarsi indietro. La peak TV è l’esplosione di prodotti televisivi, film e serie, disponibili in streaming. Talmente tanti che fatichiamo a decidere con cosa intrattenerci.









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