Cucù!
I cali glicemici regalano grandi consapevolezze e qui ti racconto come
Non ho resistito. Sono forse i meme su Berlusconi l’essenza stessa del millennial?
Sono spuntata a tradimento perché vorrei tornare a dedicarmi a questo spazio con maggiore costanza, dato che Instagram ogni giorno che passa diventa sempre meno il luogo adatto alla scrittura, a patto lo sia mai stato, e non fosse già in sé una forzatura.
Non è però quello il motivo principale. Se sono di nuovo qui più frutto dell’epiphany che ho avuto l’altro giorno in palestra e che adesso proverò a illustrare qui sperando di non dover giungere alla conclusione che si sia trattato solo di un delirio semi-allucinatorio dovuto all’aver praticato dell’attività fisica ad alta intensità con solo mezza nastrina Mulino Bianco nello stomaco, ingollata a fatica mentre mia figlia mi supplicava di non uscire.
Il pied-à-terre è una newsletter tutta per sé, una piccola abitazione dove non si dimora abitualmente, ma dove tuttavia ci si reca occasionalmente.
Un luogo per chiacchierare del mondo che ci circonda: social trend, online e offline, cultura pop, notizie più o meno bizzarre e lamentele squisitamente millennial.
Con quale frequenza non è dato saperlo, ma se vuoi scoprirlo puoi abbonarti (gratuitamente)
“Amore mio”, avrei voluto dirle, ma avevo la bocca impegnata nella disperatissima masticazione last minute, “Secondo te la mamma ha voglia di uscire all’alba di una gelida mattina d’inverno, strizzata in dei vestiti decisamente troppo stretti, per faticare e sudare e assaporare l’asprigno retrogusto del fallimento, prima di una lunga giornata di lavoro?”
E quindi ero per l’appunto in palestra, e stavo svolgendo un esercizio particolarmente umiliante e forse proprio per questo così tanto amato dalla mia personal trainer, che si chiama “Locomotion”1 e che comporta il fare avanti e indietro gattonando2, quando un altro avventore della palestra, un energumeno nerboruto che con gli occhi esprimeva la mia stessa perplessità, ossia “Ma davvero io sto pagando così tanto per fare questa esperienza?”, nello spostare degli attrezzi per poco non rischia di colpirmi involontariamente.
Al che, mentre la sua personal trainer3 gli intima di fare attenzione, io dal mio canto lo invito a non farsi problemi e a darmi pure il colpo di grazia.
Schifata contemporaneamente sia dalla mia ironia che dai miei movimenti palesemente sgraziati, la suddetta si rivolge alla mia allenatrice e non a me, domandandole, mentre mi indica:
“Chi è? Nuova?”
“No, solo scarsa” rispondo, ben decisa a padroneggiare, se non il tono muscolare, quantomeno la mia narrazione.
Credo che nella vita, e a maggior regione nella gestione di una forma di presenza pubblica, come nel mio caso, sia fondamentale essere strategici. Questo ce l’ho molto chiaro e credo di averlo imparato, a volte a caro prezzo.
Ho passato però troppo tempo lontana da questo spazio perché cercavo un modo estremamente strutturato di farlo funzionare. Studiavo i benchmark e provavo a ipotizzare uno o più format che abbandonavo perché mi sembravano troppo ingabbianti, dimenticandomi che la cosa che più mi diverte, che guarda caso funziona bene su Instagram, e che credo incontri da sempre le aspettative di chi mi legge, è il mio essere randomica e spontanea, e in ultima istanza estremamente autentica, nel bene e nel male.
Leggevo un articolo interessante qualche giorno fa, che chiaramente non riesco più a ritrovare, quindi facciamo che d’ora in poi mi appunto decentemente le cose di cui vorrei parlare qui sopra. Comunque diceva una cosa molto vera:
Quand’è che abbiamo deciso di trasformare i nostri hobby in altro lavoro?
E io, che sono una persona molto rigorosa, molto inquadrata nel suo lavoro, che lascia il meno possibile al caso, quest’hobby invece me lo voglio proprio mandare avanti così come viene.
La pubblicità è l’anima dell’influencer cit.
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La prima volta ho pensato “e vabbè capirai che ci vuole”, livello proprio base qui eh, poi ho pianto.
Sì sono quasi tutte donne le nostre aguzzine.










